Concorrenza? No grazie!

Il network di spazi di coworking Cowo conta 15 spazi a Milano (settembre 2011)

[In questa immagine, i 15 spazi Cowo attivi a Milano. Fonte: Cowomap].

A volte, chi si avvicina a Cowo per affiliare il proprio spazio pensa di avere più opportunità se ancora non vi sono spazi Cowo nella sua città.

Da un lato è un ragionamento comprensibile, dall’altro – però – è importante realizzare che i Cowo non sono mai in competizione tra loro.

In pratica, questa domanda

Se nella mia città aprono più spazi Cowo, non ci faremo concorrenza?

per noi non ha alcun senso, anzi.

Vediamo perché.

1.

Il ragionamento di fondo alla base del network è proprio l’opposto:

Se nessuno apre un altro coworking nella tua città, è molto probabile che il tuo spazio resti vuoto. E comunque, farai molta più fatica a riempirlo.

Perché?

Perché la condivisione collaborativa dell’ufficio (aka coworking) è una modalità ancora largamente sconosciuta, e la maggior offerta di spazi aiuta a far emergere la domanda (grazie al passaparola, agli amici, a Facebook, a mille cose…).

In sintesi: se la voce gira, vengono fuori i coworker; se nessuno sa nulla, si rimane isolati, e soli.

Questa ipotesi di lavoro è sempre stata alla base del progetto Cowo, e i fatti sembrano darci ragione, per fortuna ;-)

Siamo quindi felici di non esserci attaccati al nostro piccolo primato di  “primo” e “unico” spazio Cowo milanese, in quei giorni del 2008, ma di aver fatto partire una bella rete, piena di gente in gamba e spazi di lavoro interessanti.

Essere stati i primi ora ci appare rilevante, ma solo alla luce dei 50 e più spazi di coworking che ci hanno seguito, e ora si danno forza reciprocamente, attraverso le risorse condivise del network.

2.

Ogni spazio Cowo è diverso.

Non solo per le sue caratteristiche (che già bastano a farne una proposta unica: un commercialista è diverso da uno studio di architettura che è diverso da una galleria di eventi), ma anche per il suo indirizzo fisico.

Non dimentichiamo che il coworking è un’attività locale, fortemente legata al territorio in cui si trova.

Anche per questo, il fatto che esista uno spazio diverso in altro punto della città (anche se vicino) non è che conti poi tanto.

Il mix “caratteristiche + distanza” è quello che conta nella scelta, il resto conta poco. Perfino il prezzo non è così importante.

3.

Il prezzo del servizio, nei Cowo, è abbastanza uniforme, a parte le differenze tra diversi tipi di ambiente urbano (grande città, piccolo comune, aperta campagna ecc).

Questo perché Cowo impone a tutti gli affiliati di non superare un tetto massimo per la postazione in open space.

Di nuovo, la differenza la fanno le persone che gestiscono lo spazio, la vicinanza, il tipo di posto.

Gli elementi di valutazione, come si vede, sfuggono completamente a una logica di concorrenza classica:

A me è più simpatico il titolare del Cowo X

A me è piaciuto arrivare a piedi al Cowo Y

A me interessa lavorare a contatto con i professionisti del Cowo Z

4.

Il coworker è generalmente un tipo sveglio, pratico della rete (e del mondo).

E’ certo che – mentre soppesa la proposta del vostro spazio – sta valutando anche altre soluzioni, magari neanche in coworking.

Che senso pretendere di essere i soli al mondo a offrire un servizio?
Non lo siete, non lo siamo.
Meglio lavorare sulle sinergie: si risparmia tempo, ed è più interessante.

5.

Su un piano di marketing, Cowo può vantare la forza di un network.

Questo significa anche poter dire:

Non occorre che tu venga da noi, attraversando la città: nella nostra rete c’è un altro coworking, più vicino a casa tua.

In quel momento forse perdete un coworker, ma segnate 1.000 punti in più al progetto di cui fate parte anche voi, e questo tornerà a vostro vantaggio.

Forse ci ripetiamo, ma il coworking è un fatto di persone, di rapporti umani: quel coworker vi sarà grato per avergli fatto risparmiare tempo nella ricerca (ci sarebbe arrivato comunque, a scoprire che c’era un altro spazio Cowo più vicino, quindi l’avreste perso in ogni caso) e vi riconoscerà il valore di un contatto importante, che sa andare al di là della miopeconvenienza personale.

E poi succederà prima o poi anche il contrario: qualcuno in un’altra zona della città parlerà di voi.

(Inoltre, i responsabili dell’altro Cowo vi dovranno una birra).

6.

Nessuno spazio Cowo pratica il coworking come attività principale.

Questo fa sì che per i Cowo, la condivisione dell’ufficio sia – nel conto economico – un elemento in più.

Tale presupposto – che fa parte dei requisiti per affiliarsi al network – è coerente con l’impostazione del progetto, che dà più importanza alle relazioni che al profitto. Questo non significa che il profitto non sia importante, ma che le relazioni lo sono di più.

In pratica, non essendo gli spazi Cowo vincolati al raggiungimento di obiettivi di business, ci permettiamo il lusso di privilegiare il piacere dei rapporti (anche tra affiliati) sull’ossessione del business a tutti i costi.

7.

La co-opetition è molto più divertente della competition!

:-)

1 Commento

Archiviato in Aprire un Coworking, Business sostenibile, Coworking Come si fa, Coworking Marketing, Coworking Network

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